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Siamo ostaggi del Covid

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Erbese, comasco e lecchese: pauroso aumento di contagi

La situazione di Erba, ad esempio, è significativa della realtà generale: 118 positivi in un giorno e 56 persone in quarantena. Nell'Ospedale Fatebenefratelli di Erba sono inoltre ricoverati 13 persone.

BRIANZAWEB.COM –  Quella che sino a ieri mattina  sembrava essere una situazione sotto controllo improvvisamente, invece, fa suonare i primi campanelli d’allarme.
La variante Omicron conferma di essere molto più aggressiva e contagiosa delle precedenti evoluzioni del virus, anche se trova organismi umani sempre più resistenti grazie alla barriera protettiva creata dai vaccini.
Se da una parte, infatti, è consolante sapere che le terapie intensive degli ospedali sono occupate nella misura non superiore al 25%, dall’altra c’è il caos davanti ai centri vaccinali, ai laboratori di analisi, alle farmacie e agli studi dei medici di famiglia che si rendono reperibili.

Nell’erbese, nel comasco e nel lecchese ieri sera si sono avuti i risultati dei tamponi eseguiti il giorno 27 e il il 28 mattina. Il numero delle persone risultate positive è salito vorticosamente.

NON PARAGONIAMO
OGGI COL PASSATO

Confrontare la situazione attuale con quella degli anni precedenti è sostanzialmente insignificante in quanto negli anni scorsi si parlava di pazienti che ancora non avevano ottenuto la somministrazione della seconda dose, se non addirittura della prima.

Come del resto erano assolutamente diverse la reazioni fisiche dei pazienti colpiti dalla malattia.
Oggi se c’è caos è di ben altra natura.

E’ in tilt il sistema dell’esecuzione dei tamponi.
Questo ritardo, causato dall’improvviso affollamento di persone che vogliono sapere se hanno contratto o meno l’Omicron, determina anche una situazione di estremo disagio per coloro che hanno avuto un esito positivo.
Persone che dopo 14 giorni di quarantena non riescono a sottoporsi ad un nuovo tampone per avere la conferma della negatività e quindi di  ‘sentirsi libere’.

IL PICCO DI CONTAGI
DOPO LA FESTIVITA’

Nel comasco i numeri parlano chiaro: in un solo giorno, conseguenza dei raduni natalizi, sono stati rilevati 1500 casi di positività.

Tutte situazioni sotto controllo sanitario con malesseri gestibili a casa e solo in alcuni casi in ospedale.
Anche i risultati emersi dai tamponi effettuati il giorno 27 nella provincia di Lecco ha fatto preoccupare le autorità sanitarie: rilevati quasi 750 casi in un solo giorno.

A questi numeri vanno aggiunti anche tutti i coloro i quali effettuano i test a casa e quindi non vengono censiti dalle Ats territoriali.

La fotografia della situazione di Erba, ad esempio, è significativa della realtà generale: 118 positivi in un giorno e 56 persone in quarantena.
Nell’Ospedale Fatebenefratelli di Erba sono inoltre ricoverate 13 persone.

AD ERBA SONO 2500
I NON VACCINATI

C’è da dire che Erba, con i suoi quasi 16 mila abitanti, usufruisce di un centro vaccinale che allestito a Lariofiera funziona in modo eccezionale.

Attualmente sono circa 2500 gli erbesi che non si sono sottoposti alla somministrazione della prima dose. Ovviamente in questo numero di cittadini sono compresi molti bambini, cittadini con patologie incompatibili con il vaccino e, ovviamente, anche un pò di ostinati novax.

Va detto a chiare lettere che i disagi di oggi sono nulla rispetto a quelli che sono previsti dalla prima decade in poi di gennaio 2022.

MA IL BRUTTO…
DEVE ARRIVARE

Purtroppo, è inutile nasconderlo, i virologi prevedono una intensa e incontrollabile diffusione dei contagi, con il temuto assalto agli ospedali.
Ai centri di cura attrezzati si prevede, infatti, che ricorreranno tante vittime del covid: pazienti non vaccinati; quelli vaccinati che, invece, accusano imprevedibili complicazioni respiratorie; gli anziani e le persone affette da patologie croniche che unite al virus diventano davvero molto pericolose.

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